L’intervenuto a FarmacistaPiù di Arturo Cavaliere, Presidente della Società Italiana della Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici alle Aziende Sanitarie (SIFO)


21 Novembre 2020

Arturo Cavaliere, Presidente della Società Italiana della Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici alle Aziende Sanitarie (SIFO), intervenuto questa mattina a FarmacistaPiù, ha messo in evidenza il lavoro svolto dai farmacisti ospedalieri in questi mesi di emergenza: “SIFO dalle prime fasi ha elaborato delle linee guida sulle buone pratiche di preparazioni che sono state funzionali per i farmacisti ospedalieri in galenica clinica per tutti gli allestimenti magistrali o gel disinfettanti che erano carenti in un primo momento sul territorio nazionale; siamo riusciti così ad assicurare efficacia e sicurezza a quelle formulazioni anche per quei pazienti che  erano ricoverati nelle nostre strutture. L’attività di galenica non si è fermata nemmeno per quanto riguarda i farmaci antiblastici, per assicurare la continuità di cura a tutti i malati”.

Cavaliere ha ricordato la mission futura del farmacista ospedaliero in un’ottica sempre più centrale della galenica clinica, in accordo con la sempre più marcata tendenza di personalizzare le terapie. “I farmaci personalizzati sono la realtà del prossimo futuro, in cui si parlerà di medicina personalizzata e terapie agnostiche – ha aggiunto -. Nel 2020 si è arrivati  già a tre autorizzazioni dei cosiddetti farmaci agnostici o personalizzati. È nato un nuovo paradigma per cui la firma genomica del tumore sostituirà l’istologia nel guidare la scelta del farmaco. In questo caso, come accade nelle Car-T, in cui il farmacista ospedaliero è all’interno di un team multidisciplinare, anche per le terapie personalizzate e geniche il farmacista dovrà fare parte del Molecolar Tumor Board, all’interno di un contesto multidisciplinare di specialisti che dovranno gestire le nuove terapie geniche. All’interno dei processi assistenziali il farmacista ospedaliero dovrà rientrare in quel PTDA e delle reti oncologiche che dovranno disegnare il nuovo modello di cura”.

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