“Teniamoci per zampa”: iniziativa all’Hospice di Modica

I terapisti a quattro zampe diventano degli alleati fondamentali in una fase delicata perché trasmettono  sicurezza e calore, senza parlare, ma solo attraverso la loro semplice presenza.

Ragusa, 12 Novembre 2019 

Una festa di San Martino non solo con la degustazione delle frittelle ma con un incontro davvero speciale per la presenza dell’Unità Cinofila da Soccorso dell’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco in Congedo di Modica e associazione ANVVFC “Archimede” di Siracusa. Insieme hanno fatto visita ai pazienti e alle loro famiglie, ospiti dell’Hospice di Modica.  

Una iniziativa che potrebbe segnare l’inizio di un importane progetto di collaborazione chiamato “Teniamoci per Zampa”, sperimentato in altre Hospice.

L’idea nasce dalla volontà di  far trascorre ai pazienti ospitati e ai familiari, che spesso passano intere giornate accanto ai propri cari, del tempo – che in questa ultima fase di vita è particolarmente prezioso –  con i cani terapisti, coinvolgendoli in attività spesso ludiche e di contatto con l’animale“, ha sottolineato la Dott.ssa Marilena Lao, assistente sociale  dell’Hospice di Modica, responsabile dell’Unità Operativa, il Dott. Vittorio Cataldo.

L’equipe dell’UO ha scelto questa data, non a caso, perché  San Martino è il patrono delle Cure Palliative; infatti il termine “palliativo” deriva dal termine latino “pallium” che significa proprio mantello o, in senso più ampio,  protezione.

I cani, educati e addestrati a questo tipo di attività, nonché controllati da un punto di vista sanitario e comportamentale, diventano catalizzatori di emozioni, degli alleati fondamentali in una fase delicata della vita, perché in grado di approcciarsi in modo naturale ed empatico al sofferente ed al loro caro, trasmettendo sicurezza e calore, senza parole, ma anche solo attraverso la loro semplice presenza. Non c’è dubbio che la loro simpatia e vitalità, aiutano ad alleviare la sofferenza fisica e psicologica del paziente, strappando tanti sorrisi e favorendo il clima di intimità nelle stanze e le relazioni tra l’ammalato e la famiglia.

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