La Tac spettrale è costruita in modo tale da rilevare, nello stesso momento e senza successive esposizioni a raggi x, le informazioni contenute in ogni livello energetico del fascio radiante immagazzinando tutte le informazioni, che sono diverse per ogni livello energetico.


Varese, 25 Novembre 2020

Lavori in corso al piano meno uno del Monoblocco dell’Ospedale di Circolo di Varese, nella sede della Radiologia.

Si tratta degli interventi propedeutici all’installazione della nuova Tac che sarà consegnata tra un paio di settimane.

Nel frattempo, resta in funzione la macchina già in uso, collocata in una stanza vicina, consentendo così il passaggio alla nuova senza interruzioni di attività.

La nuova TAC del Monoblocco rappresenta una novità nel panorama di questi sistemi diagnostici. E’ infatti la prima TAC ‘spettrale’ a essere installata in Italia in un ospedale pubblico. Sui sistemi tradizionali, l’acquisizione di diversi livelli energetici avviene mediante esposizioni successive (ogni livello energetico è una scansione) che, oltre a richiedere maggiore tempo e maggiore esposizione ai raggi X, richiedono che il clinico decida prima dell’esecuzione dell’esame se intende procedere con questa modalità. 

La Tac spettrale è costruita in modo tale da rilevare, nello stesso momento e senza successive esposizioni a raggi x, le informazioni contenute in ogni livello energetico del fascio radiante immagazzinando tutte le informazioni, che sono diverse per ogni livello energetico. Per fare un’analogia, è come disporre di un prisma ottico che suddivide un fascio di luce bianca nelle sue componenti energetiche (colori).

Da un punto di vista clinico questo consente di avere accesso ad informazioni diagnostiche anche in modalità retrospettiva (ovvero senza prevedere in anticipo la scansione di modalità a doppia energia) perché i dati ‘spettrali’ (spectral = separare le energie del fascio RX) sono disponibili nel momento immediatamente successivo all’acquisizione.

Da un punto di vista clinico si hanno molteplici vantaggi: dal miglioramento delle immagini vascolari, ad un incremento qualitativo dell’imaging oncologico in virtù di un migliorato contrasto tissutale e una riduzione del rapporto segnale/rumore. Nell’imaging muscolo scheletrico, inoltre, con le immagini spettrali è possibile identificare sostanze e componenti chimiche presenti nei tessuti (ad esempio i cristalli di urato monosodico delle articolazioni, ovvero la gotta). 

Sono possibili miglioramenti anche nell’imaging cardiaco e nell’imaging neurologico, dove è possibile procedere anche senza mezzo di contrasto e ottenere una migliore differenziazione della materia grigia e della materia bianca. 

La macchina è ovviamente dotata di tutti gli algoritmi di ultima generazione per la riduzione della dose, utili per ottenere immagini di elevata qualità a fronte di bassi ratei di dose erogati ai pazienti.

L’investimento, finanziato interamente da Regione Lombardia, è di 1.000.000€ e la macchina sarà operativa nei primi giorni del nuovo anno.

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