Prof. Cabrini: “La Terapia Intensiva trapianti è chiamata ora a supportare l’Unità coronarica nel trattamento dei pazienti cardiologici e cardiochirurgici, in una fase in cui restano ancora dedicate ai pazienti con covid sia la terapia intensiva generale, sia quella cardiochirurgica”.

Varese, 19 Gennaio 2021

Dopo la Terapia Intensiva neurochirurgica, è in corso la riconversione in Covid meno anche della Terapia Intensiva trapianti.

Un’operazione organizzativamente molto complessa e delicata, pianificata con attenzione e con altrettanta attenzione realizzata tra ieri e domani, quando inizierà ad accogliere i primi pazienti con tampone negativo. Soprattutto, un segnale doppiamente positivo: da un lato, infatti, riflette l’andamento della curva epidemica che, sia pure ancora lentamente, da qualche giorno è tornata a flettersi. Dall’altro, questa conversione in reparto no-covid permette di potenziare la capacità di assistere altre tipologie di pazienti: “In particolare – spiega il Prof. Luca Cabrini, Direttore del Dipartimento di Anestesia e Rianimazione dell’ASST Sette Laghi – la terapia intensiva trapianti è chiamata ora a supportare l’Unità coronarica nel trattamento dei pazienti cardiologici e cardiochirurgici, in una fase in cui restano ancora dedicate ai pazienti con covid sia la terapia intensiva generale, sia quella cardiochirurgica“.

Dall’ottobre scorso, infatti, l’Unità Coronarica è stata chiamata a far fronte sia alla necessità di assistere i pazienti cardiologici che le competono direttamente, sia quelli cardiochirurgici che, in una situazione ordinaria, sarebbero ricoverati in terapia intensiva cardiochirurgica, interamente dedicata però ad accogliere i pazienti covid. Grazie alle sinergie tra le diverse equipe, l’Unità coronarica ha svolto questa duplice mansione, ma può ora contare su un supporto importante grazie alla riconversione della terapia intensiva trapianti. 

Scendono così a venti i posti letto di rianimazione dedicati ai pazienti covid disponibili all’Ospedale di Circolo. Nel momento di picco della seconda ondata erano arrivati a 46, comprendendo i posti della Terapia Intensive Generale, di quella Cardiochirurgica, Neurochirurgica e della Terapia Intensiva Trapianti, oltre a quelli creati ex novo in un’area del Blocco Operatorio dell’Ospedale di Circolo, senza contare i posti letto di Rianimazione attivati all’Ospedale di Fiera Milano grazie alla presenza di un’équipe anestesiologica varesina.

In questo enorme sforzo organizzativo, la Terapia Intensiva trapianti era entrata in gioco a fine novembre per accogliere i pazienti ricoverati nella rianimazione allestita nel blocco operatorio in fase di dismissione. Successivamente è stata riconvertita in covid meno la Terapia Intensiva neurochirurgica, che ha consentito tra le altre cose di potenziare l’attività operatoria del Circolo

Ora è il turno della Terapia Intensiva Trapianti che, si spera, possa essere al più presto seguita anche dalle due rianimazioni ancora impegnate sul fronte covid.

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