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Quali sono le terapie sintomatiche e sistemiche dell'emicrania e quali sono le novità

Quali sono le terapie sintomatiche e sistemiche dell’emicrania. Quali sono le novità. Ne parliamo con Esther Reggio, neurologa del Centro Cefalee dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico Rodolico-San Marco di Catania.

 

EMICRANIA E NOVITÀ TERAPEUTICHE

In Italia colpisce 6 milioni di persone, di cui 4 milioni sono donne. In età adulta, tra la pubertà e la menopausa, ne soffre più di 1 donna su 4, circa il 27 per cento. Il Centro catanese rappresenta un punto di riferimento per la diagnosi e cura delle cefalee con circa 1000 accessi ambulatoriali l’anno e una netta prevalenza di donne.

Molte le caratteristiche prese in considerazione nella gestione cura dell’emicrania, tra le quali: la multidisciplinarità delle competenze, la garanzia di un protocollo per la gestione dell’emicrania mestruale, un servizio counselling contraccettivo rivolto alla paziente con emicrania o di supporto per la paziente con emicrania che avvia un percorso di procreazione medicalmente assistita, una presa in carico della paziente con emicrania in gravidanza e allattamento, il sostegno psicologico, la promozione di attività di ricerca sull’emicrania nelle diverse fasi di vita della donna e molto altro.

 

COS’È L’EMICRANIA

E’ una forma di cefalea primaria, una malattia caratterizzata da attacchi di mal di testa ricorrenti, spesso severi, accompagnati da segni neurovegetativi quali nausea, vomito, fotofobie e fonofobia, cioè fastidio alla luce e ai rumori. Nella donna compare soprattutto dopo il menarca raggiungendo il massimo della sua prevalenza nella quarta e quinta decade di vita. Esiste di base una predisposizione individuale, legata verosimilmente a fattori genetici, vi è dunque una familiarità ma l’attacco di cefalea è spesso legato a fattori esterni, trigger, variabili da paziente a paziente, quali stress, fattori metereologici, fattori ormonali nella donna, cambiamenti di routine, sonno irregolare, anche alcuni alimenti o l’alcol.

Ogni terapia ed intervento nella gestione della malattia deve considerare le peculiarità del soggetto che ne soffre, a maggior ragione se si tratta di un soggetto di sesso femminile.

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