Home » Epatite Delta: come riconoscerla e trattarla
L’Epatite Delta, non solo è la forma più grave di epatite virale esistente, con capacità di provocare cirrosi ed epatocarcinoma con tassi molto più elevati rispetto alle altre epatiti, ma è soprattutto una patologia contro cui gli strumenti terapeutici sono limitati.

DIAGNOSI E TERAPIA

Cos’è lepatite Delta e quali soluzioni terapeutiche? Ne parliamo con Alessio Aghemo, segretario AISF, Associazione Italiana per lo Studio del Fegato, professore di Gastroenterologia Dipartimento di Scienze Biomediche Humanitas University di Milano.

 

Cos’è l’Epatite Delta?

È un’epatite virale particolarmente temibile per la sua rapida progressione, le diagnosi tardive e la penuria degli strumenti terapeutici disponibili al momento.

 

In cosa si differenzia rispetto alle altre forme di epatite?

Anche nei centri epatologici spesso c’è poca formazione per una malattia per la quale sono sufficienti semplici esami del sangue per diagnosticarla.

Si stima che nel mondo ci siano 10-20 milioni di soggetti infetti e che circa il 10% di tutti coloro con Epatite B hanno anche quella Delta. In Italia si stima che ci siano circa 15mila persone affette da HDV.

E’ importante che i pazienti affetti da Epatite Delta siano seguiti da centri epatologici  altamente specializzati, quali quelli ad oggi identificati per il trattamento dell’Epatite C, e in stretto contatto con centri di trapianto di fegato nel caso in cui la progressione della malattia debba portare a questa strategia.

L’Epatite Delta, infatti, non solo è la forma più grave di epatite virale esistente, con capacità di provocare cirrosi ed epatocarcinoma con tassi molto più elevati rispetto alle altre epatiti, ma è soprattutto una patologia contro cui gli strumenti terapeutici sono limitati.

 

IN ARRIVO IL NUOVO FARMACO

Le società scientifiche SIMIT – Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali e AISF – Associazione Italiana per lo Studio del Fegato hanno presentato un documento di indirizzo per la gestione dell’infezione da Epatite Delta in vista anche della imminente approvazione del primo farmaco specifico.

A breve verrà introdotto in Italia, rimborsato da AIFA, un nuovo farmaco, che permetterà di migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti con Epatite Delta, permettendo di trattare anche senza interferone pazienti che prima non potevano ricevere alcuna terapia. Per ora è possibile solo un accesso compassionevole.

 

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