Ogni anno si ammalano circa 55 mila donne: il 41% nella fascia d’età fino ai 49 anni, il 35% dai 50 ai 69, il 22%, oltre i 70 anni. Per le pazienti in terapia ormonale adiuvante è necessaria una dieta equilibrata che permetta la giusta integrazione di calcio e vitamina D.

Un’indagine condotta da Europa Donna Italia rivela che in fatto di fragilità ossea che il 97% è a conoscenza degli effetti collaterali a carico dell’apparato scheletrico delle terapie ormonali adiuvanti: il 54% ha ricevuto dall’oncologo informazioni sulla fragilità ossea collegata alle terapie ormonali adiuvanti, nel 14% dei casi le campagne informative sono state fonte di informazione per venire a conoscenza della problematica, il 10% ha cercato informazioni indipendentemente. A livello scheletrico la riduzione repentina dei livelli di estrogeni indotta dalle terapie ormonali adiuvanti espone le pazienti a un’alterazione della qualità ossea e a un maggiore riassorbimento osseo, con aumento del rischio di fratture da fragilità anche per traumi minori, spesso anche con valori di densità minerale ossea normali. È per questo importante intervenire in maniera tempestiva con terapie in grado di ridurre fino al 50%

 

IL RISCHIO DI FRATTURE DA FRAGILITÀ

Non solo: nell’87% delle pazienti le donne sanno che la nutrizione può essere un prezioso alleato per la salute delle ossa e il 97% è consapevole dell’importanza di calcio e vitamina D per il benessere delle ossa, ma il passaggio dalla teoria alla pratica vede abbassarsi le percentuali: poco più della metà (58%) delle pazienti ha cambiato abitudini alimentari dopo la diagnosi di tumore al seno e sono appena il 66% quelle che assumono integratori di calcio e vitamina D.

Il progetto “Ora pOsso”, campagna di sensibilizzazione sulla fragilità ossea promossa da Amgen, Europa Donna Italia e FIRMO, si nutre dell’interazione costante con le pazienti che danno voce al loro vissuto e alle loro urgenze attraverso gruppi creati sui social media e forniscono orientamenti preziosi sulle iniziative utili a migliorare la loro qualità della vita.

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