Home » Tumore alla vescica: il 61% dei pazienti non ha mai segnalato sintomi al medico
Tumore alla vescica: i dati emersi dal sondaggio condotto da Nume Plus, nell’ambito del progetto U-Change su 1.000 persone dai 18 anni in su, con l’obiettivo di capire quanto ne sanno i cittadini su questo tipo di tumore.

Il quarto tumore che incide anche sulla mortalità, nel nostro Paese, è il tumore alla vescica. Ne parliamo con il dott. Sergio Bracarda, direttore del Dipartimento di Oncologia Medica e Traslazionale dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni, presidente di SIUrOSocietà Italiana di Uro-Oncologia e responsabile scientifico del progetto U-Change.

I DATI DEL SONDAGGIO

Tumore alla vescica: il 61% non è mai andato dal proprio medico per segnalare segni o sintomi come sangue nelle urine o bruciore durante la minzione. Il 34% non sa qual è lo specialista che si occupa di questa patologia, soltanto il 52% sa che la causa principale è il fumo mentre quasi il 50% è convinto che il principale fattore di rischio sia la predisposizione genetica.

Sono alcuni dei dati emersi dal sondaggio condotto da Nume Plus, nell’ambito del progetto U-Change su 1.000 persone dai 18 anni in su con l’obiettivo di capire quanto ne sanno i cittadini sul tumore della vescica.

IL V CONGRESSO PALINURO

Una fotografia che rende evidente come su questo tipo di tumore ci sia poca consapevolezza e conoscenza. come è emerso anche nel corso del V Congresso PaLiNUro (Pazienti Liberi dalle Neoplasie Uroteliali), che si è svolto a Milano, il 19 Novembre scorso, e che ha affrontato anche tematiche legate ad aspetti come la riabilitazione e la qualità della vita, ma anche le innovazioni terapeutiche e diagnostiche sulle quali ci sarà un confronto continuo tra pazienti e personale medico-scientifico.

IL PROGETTO U-CHANGE

Ed è infatti proprio con l’obiettivo di analizzare l’attuale modello di cura per il tumore della vescica, identificarne le criticità e disegnare un futuro modello di cura, che è nato il progetto U-Change, ideato e realizzato da Nume Plus di Firenze, con il contributo non condizionante di Astellas Pharma S.p.A., cui hanno partecipato 21 esperti tra clinici (medici, società scientifiche, specialisti di settore in ambito oncologico ed urologico), pazienti (associazioni dei pazienti, caregivers, infermieri, giornalisti) e istituzioni (farmacisti ospedalieri, direttori di ASL e di strutture ospedaliere, economisti della sanità nazionale, regionale e locale).

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