Home » Prevenzione cardiovascolare: lo studio Prevasc dedicato agli over 65

Fa tappa anche in Sicilia lo studio PREVASC, dedicato agli over 65, sulla prevenzione cardiovascolare. Ne parliamo con Francesco Clemenza, consulente dell’Unità di Cardiologia Clinica dell’ISMETT e presidente dell’Associazione Avicenna.

Lo studio PREVASC

Lo studio PREVASC è uno studio importante che ha fatto già tappa in altre sedi italiane.

Questa è la terza ne seguiranno anche altre in cosa consiste questo studio.

Intanto parte da una considerazione che poi possiamo estendere in termini più generali che al di sopra di una certa età c’è un’aumento dell’incidenza di determinate malattie.

In questo caso in particolare ci si è concentrati sulla stenosi aortica cioè sul restringimento della valvola che consente il passaggio di sangue dal cuore dal ventricolo sinistro verso la circolazione generale attraverso la grande arteria che si chiama appunto aorta.

Questa valvola nel tempo, subisce un processo degenerativo solitamente associato a una deposizione di calcio.

Quindi è un problema di invecchiamento, fisiologico.

Questa valvola restringe il proprio calibro quando questo supera determinati limiti e quindi raggiunge un confine critico in cui il sangue non esce bene dal cuore ed così peggiorano tutta una serie di funzioni nell’organismo perché tutti ricevono meno sangue.

E’ una patologia molto particolare perché non ha di fatto una terapia medica possibile anche questa intuitiva trattandosi di una calcificazione quindi lo possiamo immaginare come tubature idrauliche incrostata in cui fondamentalmente nulla riesce a liberarle all’inizio lo si può fare con dei prodotti chimici.

Quali sono gli esami da fare per la prevenzione cardiovascolare?

Sono esami che possiamo distinguere come diagnostica definita di primo livello al confine con il secondo livello.

Basta sostanzialmente fare una visita quindi l’asportazione cardiaca può mettere in allarme attraverso il riscontro di un soffio cardiaco caratteristico dell’orecchio esercitato in grado di interpretare il sospetto.

Secondo passo è quello dell’elettrocardiogramma perché ci possono essere delle alterazioni del quadro elettrocardiografico legate a questa malattia valvolare che non sono specifiche.

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