Sostituisce la biopsia renale e rappresenta un’alternativa valida e meno invasiva per diagnosticare la malattia di Anderson-Fabry: si tratta della biopsia cutanea utilizzata dall’unità di Medicina Interna con Stroke Care dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Paolo Giaccone di Palermo, dove è attivo il Centro di Riferimento Regionale per la Diagnosi e Cura della malattia di Fabry. Ne parliamo con il direttore dell’unità, Antonino Tuttolomondo, professore di Medicina Interna presso l’Università degli Studi di Palermo.

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