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Perché è importante parlare di prevenzione cardiovascolare nella donna?

L’universo femminile ad una certa età  merita un’attenzione particolare in quanto  queste patologie  misconosciute nella parte giovanile successivamente, in età più avanzata (45-50 anni di vita) possono evidenziarsi con una gravità maggiore rispetto a quanto si possa verificare nei soggetti di sesso maschile.

Uomini e donne hanno gli stessi fattori di rischio cardiovascolare?

Le donne condividono con uomini fattori di rischio tradizionali come l’ipertensione, il diabete, il fumo, l’obesità, la sedentarietà ma non vi è consapevolezza di come esistano dei fattori di rischio specifici per il genere femminile che sono appunto dei fattori legati alla gravidanza: si pensi all’ipertensione, il diabete gestazionale.

Le donne vanno maggiormente attenzionate poi nel periodo post gravidanza ma anche altri fattori di rischio più frequenti le donne come ad esempio le  patologie autoimmuni, le patologie ginecologiche come ad esempio la sindrome dell’ovaio policistico anch’essa associata ad una maggiore incidenza e più precoce insorgenza di fattori di rischio e di malattie cardiovascolari.

Cosa sappiamo delle differenze di genere nelle patologie cardiovascolari?

Pensiamo alla cardiopatia ischemica non sempre è presente il classico dolore toracico, irradiato, alla spalla, al braccio sinistro ma anche a sintomi meno noti che possono essere sottovalutati come la fatica, la mancanza di respiro, il dolore alla mandibola.

E soprattutto i trattamenti in ambito cardiovascolare hanno uguale efficacia e tollerabilità nei due sessi? Ne parliamo oggi a Medex News con il Dottor Francesco Amico, Direttore UOC di Cardiologia e UTIC Ospedale Cannizzaro (CT) e la Dottoressa Simona Giubilato, Dirigente medico, UTIC Cannizzaro.

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